In materia di igiene degli alimenti importati le pertinenti disposizioni della legislazione alimentare di cui all’articolo 11 del regolamento (CE) n. 178/2002 includono i requisiti di cui agli articoli da 3 a 6 del presente regolamento.

  1. Prima che siano elaborati manuali comunitari di corretta prassi operativa per l’igiene o per l’applicazione dei principi del sistema HACCP, la Commissione consulta il comitato di cui all’articolo 14. L’obiettivo di tale consultazione è di esaminare l’utilità di tali manuali, la loro portata e gli argomenti da trattare.
  2. Quando vengono approntati manuali comunitari, la Commissione garantisce che siano elaborati e diffusi:
    1. dai rappresentanti interessati dei settori dell’impresa alimentare europea, comprese le PMI, e di altre parti in causa, quali gruppi di consumatori o in consultazione con gli stessi;
    2. in collaborazione con i soggetti i cui interessi possano essere sostanzialmente toccati, comprese le autorità competenti;
    3. tenendo conto dei pertinenti codici di prassi del Codex alimentarius; e
    4. se riguardano la produzione primaria e le operazioni associate elencate nell’allegato I, tenendo conto delle raccomandazioni di cui alla parte B dell’allegato I.
  3. Il comitato di cui all’articolo 14 valuta i progetti di manuali comunitari al fine di garantire che:
    1. siano stati elaborati a norma del paragrafo 2;
    2. il loro contenuto risulti funzionale per i settori a cui sono destinati in tutta la Comunità; e
    3. costituiscano uno strumento atto a favorire l’osservanza degli articoli 3, 4 e 5 nei settori e per i prodotti alimentari interessati.
  4. La Commissione invita periodicamente il comitato di cui all’articolo 14 a riesaminare ogni manuale comunitario elaborato a norma del presente articolo, in cooperazione con gli organismi menzionati nel paragrafo 2.Scopo di tale riesame è garantire che i manuali rimangano praticabili e tener conto degli sviluppi tecnologici e scientifici.
  5. I titoli e i riferimenti dei manuali comunitari approntati a norma del presente articolo sono pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (serie C).

 

  1. I manuali nazionali di corretta prassi operativa, una volta elaborati, sono sviluppati e diffusi dai settori dell’industria alimentare:
    1. in consultazione con rappresentanti di soggetti i cui interessi possono essere sostanzialmente toccati, quali autorità competenti e gruppi di consumatori;
    2. tenendo conto dei pertinenti codici di prassi del Codex alimentarius; e
    3. se riguardano la produzione primaria e le operazioni associate elencate nell’allegato I, tenendo conto delle raccomandazioni di cui alla parte B dell’allegato I.
  2. I manuali nazionali possono essere elaborati sotto l’egida di uno degli organismi nazionali di normalizzazione di cui all’allegato II della direttiva 98/34/CE 1.
  3. Gli Stati membri valutano i manuali nazionali al fine di garantire che:
    1. siano stati elaborati a norma del paragrafo 1;
    2. il loro contenuto risulti funzionale per i settori a cui sono destinati; e
    3. costituiscano uno strumento atto a favorire l’osservanza degli articoli 3, 4 e 5 nei settori e per i prodotti alimentari interessati.
  4. Gli Stati membri trasmettono alla Commissione manuali nazionali che soddisfano le condizioni di cui al paragrafo 3. La Commissione crea e mantiene un sistema di registrazione di tali manuali e lo mette a disposizione degli Stati membri.
  5. I manuali di corretta prassi elaborati ai sensi della direttiva 93/43/CEE continuano ad applicarsi dopo l’entrata in vigore del presente regolamento, purché siano compatibili con i suoi obiettivi.
    1. Gli operatori del settore alimentare collaborano con le autorità competenti conformemente ad altre normative comunitarie applicabili o, in mancanza, conformemente alla legislazione nazionale.
    2. In particolare, ogni operatore del settore alimentare notifica all’opportuna autorità competente, secondo le modalità prescritte dalla stessa, ciascuno stabilimento posto sotto il suo controllo che esegua una qualsiasi delle fasi di produzione, trasformazione e distribuzione di alimenti ai fini della registrazione del suddetto stabilimento.Gli operatori del settore alimentare fanno altresì in modo che l’autorità competente disponga costantemente di informazioni aggiornate sugli stabilimenti, notificandole, tra l’altro, qualsivoglia cambiamento significativo di attività nonché ogni chiusura di stabilimenti esistenti.
    3. Tuttavia, gli operatori del settore alimentare provvedono affinché gli stabilimenti siano riconosciuti dall’autorità competente, successivamente ad almeno un’ispezione, se il riconoscimento è prescritto:
      1. a norma della legislazione nazionale dello Stato membro in cui lo stabilimento è situato;
      2. a norma del regolamento (CE) n. …./2004 *; o
      3. da una decisione adottata secondo la procedura di cui all’articolo 14, paragrafo 2.

Lo Stato membro che impone il riconoscimento di taluni stabilimenti situati nel suo territorio a norma della legislazione nazionale, come previsto alla lettera a), comunica alla Commissione e agli altri Stati membri le pertinenti disposizioni nazionali.